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La Gazzetta del Sud lunedì 5 febbraio 2007 at 09:27
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Clamoroso al "Pala Fantozzi" dove un'Orlandina in evidente involuzione fisica, caratteriale e di gioco, rispetto a qualche settimana addietro, si fa infilzare da Avellino, penultima della classe, che perdippiù ha affrontato la trasferta siciliana senza il suo giocatore più talentuoso e prolifico, la guardia Curry, colpito nella notte da un attacco influenzale, e col play Darby a mezzo servizio dopo un infortunio rimediato nelle battute finali del primo tempo. Che non sarebbe stata una serata tranquilla per i paladini lo si era capito da subito: già nel primo tempo l'Orlandina non riusciva a prendere le misure all'avversario incontrando insormontabili difficoltà ad attaccare la zona 2-3 con le penetrazioni o coinvolgendo nel gioco i lunghi Wells, Tourè, Rush e Francis che si sono avvicendati sul parquet. Ai biancazzurri è rimasta l'arma del tiro da fuori che ha condizionato la prestazione. Buon per la causa dei padroni di casa che si è scatenato dall'arco il play Mokongo con un eccezionale 3/4 che ha compensato l'infelice serata di Freeman (solo 1/5 dopo 20'). Avellino ha fatto diligentemente le piccole cose, riuscendo con il gioco di squadra a non patire tanto l'accennata assenza di Curry. Gli irpini sono stati bravi ad alternare il gioco sul perimetro per le conclusioni di Radulovic, al quale Wells concedeva troppo spazio, a quello per linee interne a cercare un gasatissimo Jamison che solo Francis negli 8' in cui è rimasto in campo prima dell'intervallo è riuscito a limitare. Non sorprenda allora se i paladini sono stati costretti ad inseguire accusando anche 7 lunghezze di distacco a 3' dal termine del primo "tempino" (15-22) e 5 a 4' dal riposo lungo (26-31). L'Orlandina trova la fluidità di manovra solo sul finire del secondo quarto quando la zona ospite è meno mobile ed attenta, esponendosi così alle penetrazioni del redivivo Young, che fino a quel momento non era riuscito a liberarsi dalla marcatura di Zimmermann, e alle conclusioni da sotto di Wells e Tourè. Matura così la rimonta e il sorpasso dei locali che chiudono il primo tempo avanti di due (38-36). Alla ripresa del gioco Orlandina sempre avanti, con +5 al 25' (49-44) e +4 al termine della terza frazione (53-49). Inizia l'ultimo quarto con i paladini che allungano fino al +5 su una penetrazione di Young (58-53), cui risponde Avellino con un parziale di 6-2 (gran trascinatore il solito Jamison) che fissa il punteggio sul 60 pari a -5'34". La partita si decide negli ultimi 160 secondi: finisce sul ferro un lob di Mokongo e nella successiva azione va al proscenio nientemeno che l'ex (ai tempi della B d'Eccellenza) Marco Rossetti che mette la tripla del 64-67, seguita da un canestro dello strepitoso Radulovic a -1'45" (64-69). L'ultimo ad arrendersi dei biancazzurri è Wells che con due canestri consecutivi riduce lo scarto a due punti quando rimangono da giocare 36" (68-70). Ma Avellino mantiene la calma e addirittura incrementa il bottino con un'entrata del solito Radulovic e, sulla sirena, di Rossetti, dopo due errori di Mokongo (il ferro sputa il tiro da tre) e Young. Walter Mangano |
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